Seleziona una pagina

ArtonWorld intervista

di CARMELITA BRUNETTI

 

2025

 

Come nasce la sua attività artistica?

Mio padre era pittore e giornalista. Dopo il Liceo Artistico, il mio maestro Piero Cicoli mi spinse subito ad esporre i miei lavori. Era il 1984. Nel 1994 invece con Luca Scarabelli creammo “Vegetali Ignoti”, un quaderno d’arte condiviso con artisti e critici. Memorabile fu ad esempio l’intervista a Lea Vergine. La rivista “Juliet” ci dedicò uno spazio.

Le sue opere valorizzano le relazioni umane. Ce ne parla?

Lavoro sempre per progetti. Uno di questi nacque scrivendo dei racconti con un linguaggio arcaico, poi pubblicate nel libro “Il Piccolo Fiore”. Spedivo quei testi su cartoline da ogni parte del mondo. In parallelo sviluppai appunto il progetto “Storia sulla pittura”: parto da fotografe, immagini prelevate dalla realtà. Scelgo, analizzo e intervengo con la pittura. Uso tavole o tele, anche grandi. Dipingo di bianco le figure, in un gesto di trasfigurazione spirituale. Poi stendo il blu sul fondo, colore che protegge e isola. Utilizzo solo colori puri, con cautela. Il colore è costruzione, simbolo. I soggetti sono spirituali, spesso femminili. Lascio a vista errori o ripensamenti: fanno parte del processo. Ogni opera comunica con le altre. Mi interessa il dialogo tra passato e presente, tra presenza e assenza. Non voglio rifare il passato, ma fare arte di oggi. I temi mistici tornano spesso: Maria, Angeli, Annunciazioni. Parlano di pienezza e idealità.

Progetti espositivi?

Ho lavorato a “’Fiori dal carcere”, con i detenuti di Trento. Sto portando vanti anche il progetto “Alberi del Giardino”, che raccontano l’Uomo e il suo cammino. Ed ovviamente proseguo anche la ricerca sugli angeli e sulla pittura.

Cosa pensa dell’arte digitale?

Non generalizzo. Anch’io parto da immagini digitali, ma non bastano. Per questo ci metto la pittura, la manualità, la corporalità, il sudore. Nel digitale manca l’umanità. La pittura richiede tempo e fatica: è l’àncora che ci tiene umani.

ART ON WORLD – INTERNATIONAL BIMONTHLY ART AND FINANCE – ISSUE 23 – SEPTEMBER 2025

www.artonworld.com

LINK MAGAZINE N. 23:

https://www.flipsnack.com/artonworld/artonworld-n23/full-view.html?p=66

 

 

INTERVIEW WITH THE ARTIST RICCARDO PARACCHINI

by CARMELITA BRUNETTI

 

How did your artistic practice begin?

My father was a painter and journalist. After Art High School, my mentor Piero Cicoli immediately urged me to exhibit my work. It was 1984. In 1994, together with Luca Scarabelli, we created Vegetali Ignoti, an art notebook shared with artists and critics. A memorable moment was our interview with Lea Vergine. The magazine “Juliet” devoted space to us.

Your works foreground human relationships. Could you tell us more?

I always work by projects. One of them was born from writing stories in an archaic language, later published in the book Il Piccolo Fiore. I would mail those texts on postcards from all over the world. In parallel, I developed the project Storia sulla pittura: I begin with photographs, images taken from reality. I select, analyze, and intervene with paint. I use panels or canvas, often large. I paint the figures white, a gesture of spiritual transfiguration. Then I lay down blue for the background – a color that protects and isolates. I use only pure colors, with restraint. Color is construction, a symbol. The subjects are spiritual, often female. I leave visible any errors or changes of mind: they are part of the process. Each work speaks to the others. I’m interested in the dialogue between past and present, between presence and absence. I don’t want to redo the past, but to make art for today. Mystical themes recur: Mary, Angels, Annunciations. They speak of fullness and ideality.

Exhibition projects?

I worked on Fiori dal carcere (“Flowers from the Prison”), with inmates in Trento. I’m also carrying forward the project Alberi del Giardino (“Trees of the Garden”), which tells of the Human Being and their path. And of course I’m continuing my research on angels and on painting.

What do you think of digital art?

I don’t generalize. I, too, start from digital images – but they’re not enough. That’s why I add paint, manual work, physicality, sweat. What’s missing in the digital is humanity. Painting requires time and effort: it’s the anchor that keeps us human.

ART ON WORLD – INTERNATIONAL BIMONTHLY ART AND FINANCE – ISSUE 23 – SEPTEMBER 2025

www.artonworld.com

LINK MAGAZINE N. 23:

https://www.flipsnack.com/artonworld/artonworld-n23/full-view.html?p=66

Altri Testi…

La contemplation bleu

di MARIE DUBOIS 1998   À mesure que nous découvrions ses véritables dimensions dans le temps et dans l'espace, l'univers s'est réduit à des proportions conformes à l'image que nous en avons. Mais à l'époque de la tribu, dans des temps reculés, l'aspect du monde...

Catalogo Storico

Il Catalogo completo con un excursus storico e critico dalle origini ai giorni nostri dell’opera di Riccardo Paracchini.

Intimate Spaces 2

La famiglia Korhonen ad Helsinki ospita un’opera all’interno della propria casa, come parte del progetto in corso Intimate Spaces.

L’altra idea di sospensione

di ROBERTO BORGHI 2002   In altri tempi la si sarebbe forse definita una tendenza. Oggi quest’espressione – che possiede molteplici sfumature irritanti – è stata generalmente accantonata, ma permane nella sua accezione letterale, nella sua pretesa di descrivere...

Il suicidio dell’arte

di PABLO ECHAURREN 2001 C’è un lungo sottile ma pervicace fil rouge che collega les Arts Inchoherents a chi non si piega a grufolare nella congrega della volgarità insita nella serietà forzata, nelle logiche paludate, orchestrate per essere le plus applaudite, c’è...

Presenza, aria, presentimento

di ELENA DI RADDO 2002 La favola di Butades pone all’origine della pittura anche un altro aspetto della realtà umana, l’amore, che ha portato alla necessità di tramandare alla memoria i lineamenti dell’amato. All’amore fa riferimento il lavoro di Riccardo Paracchini...

Die Identität

di HANS BODEN 1999 Riccardo Paracchini Bilder entstehen aus der Arbeit mit Bildern. Es liegt darin ein kommunikativer Zug, wie ihn das künstlerische Produzieren nach Bildern kaum kennt; denn die Künstlerin rekurriert auf die photographische "Vorlage" nicht, um das...

La semplicità dell’impossibile

di PIERANGELO SEQUERI 2016 La scena dell’Annunciazione è stata certamente un tema di speciale affezione per la tradizione iconografica. L’artista, il suo meglio, lo dà come spirito sensibile alla potenza dell’immaginazione che ricrea l’evento. Non è l’esegesi del...

La teoria della pittura

di GIOVANNI FICETOLA 2002   Alla prima occhiata, emerge subito il rapporto sfondo-soggetto delle opere: lo sfondo è monocromo, quasi sempre blu. Il blu viene usato nelle quattro opere che sono probabilmente ambientate in interni. Il blu è però normalmente il...

Testi e opere

EBOOK   2019 Un catalogo storico delle opere di Riccardo Paracchini. Un libro ricco di testi e immagini che ricostruiscono la vita dell’artista. Testi di: Hans Boden, Pierangelo Sequeri, Sergio Mandelli, Chiara Mari, Luca Scarabelli, Maurizio Medaglia, Debora Ferrari,...

Expertise Express

di GIANCARLO NORESE 1997   Paracchini dispiega una serie di pagine di cataloghi di moda, sapientemente selezionate e raccolte come anche qualche autistico sa fare: su quelle è intervenuto con tempera bianca o blu, cancellando e rimodellando le belle forme dei...

Il Natale di Elvis

Un racconto di Chandra Livia Candiani per Doppiozero, illustrato con alcuni dipinti di Riccardo Paracchini.

Una storia in blu

di MICK G. WELLES 1998   I lavori di Riccardo Paracchini non vanno assolutamente compresi unicamente sul piano ottico. Il suo "concetto esteso dell'arte" (creatività intesa come patrimonio popolare) l'ha portato verso un'interpretazione dalle molteplici...

Pensiero

di LUCIANO GALLINA 1988   Riccardo Paracchini, se non sbaglio, ha dentro il proprio reattore, voglio dire nel nucleo dove avviene la fusione dell'immagine, un elemento coagulante, ma anche dirompente, che è l'ironia mitigata dal candore.   Tratto da un testo...

Intimate Spaces 3

La casa e la vita di Anna Müller e Michael Schmidt, a Regensburg, diventano parte attiva del progetto e delle opere stesse.

Fiori dal carcere

Nell’estate del 2023 ho accettato di tenere un incontro di una settimana con i carcerati a Trento. Il tema è stato quello del fiore.

Pitture segrete

di ELENA DI RADDO 2000 “Li sogni diventan sempre/en tute le favole/una autentica passione,/una ebrezza de magia a tempo de core” recita il cantastorie alla principessa, chiusa con il suo dolce sorriso nel giardino incantato della primavera. La storia racconta di...

Delle Pietre e dell’Anima

di ELENA DI RADDO 1992   Nello spazio come ‘luogo del divenire’ lavora Riccardo Paracchini, che dà importanza anche all’elemento cromatico come suscitatore di emozioni e sentimenti che appartengono all’intimo. La sua è forse la ricerca più intimistica (...), una...

Del disegno e del divenire

EBOOK   2020 Hans Boden approfondisce e illustra in questo catalogo, ricco di immagini, l'attenzione dell'artista per il disegno. Scrive Hans Boden: "La struttura compositiva è semplice. Non si avverte il bisogno di raccontare una storia come nei dipinti. Qui vi è...

Presentaciòn

di MANUEL J. GUARDO 1999   Cada lenguage contiene una estructura interna. Así, para el artista que asume la imagen como su lenguaje expresivo, encontrar la estructura que, conforme la exigencia del momento irrepetible y su relación entre éste y los propios...