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L’Angelo ascolta il ventre di Maria

“L’Angelo ascolta il ventre di Maria”, 2002.

Tempera acrilica su stampa su tavola di legno e tempera acrilica su stampa su tela.

Di questo dipinto esistono due versioni, su tavola di legno e su tela.

 

 

 

GIOVANNI FICETOLA:
Gli sfondi non sono rifiniti, la stesura è volutamente scabra, per evitare un’aura di perfezione e per calare l’agire in una realtà vera e terrena. Sopra ai fondali ricchi e corposi, le figure si staccano avvolte in manti candidi. Non so chi siano i soggetti, ma sono reali, vivono attorno a me nel mio tempo (e “L’angelo che ascolta il ventre di Maria” ha l’orologio al polso, contro ogni regola dei colossal storici). La teoria dei quadri, che riprende la tradizione delle storie sacre, si stacca dal tradizionale nel messaggio più che nella forma: la storia si svolge in un tempo e in un luogo che non può essere determinato, è totalmente impersonale, ma al contempo è concreto e reale: non so dove, non so quando, ma da qualche parte, in qualche tempo, accade o è accaduto. Lo stesso vale per i personaggi: non so chi siano, ma è accaduto o sta accadendo a persone reali, vive. Potrebbe essere, oggi, la mia vicina di casa: potrebbe essere chiunque.